La storia di Susanna...

Per quel che posso ricordare so che, a me, i gatti sono sempre piaciuti tantissimo, anche se non ne ho mai potuto avere uno fino a quando una gatta, la mia indimenticabile "Miciotta", ha deciso (nel lontano 1987) di voler condividere con me la sua esistenza. E' così iniziato, da parte sua, un serrato corteggiamento durato ben due anni a cui io ho opposto una strenua resistenza motivata da sagge e dotte considerazioni:

  • Miciotta stava in campagna, in casa di una signora che oltre a lei accudiva altri gatti del paese,

  • Io e mio marito lavoravamo entrambi in città e potevamo raggiungere la casa in campagna solo nei fine settimana,

  • a casa, durante il giorno,  non c'era nessuno e non volevo farle patire la solitudine poichè, a parer mio, lei stava molto meglio in campagna,  libera e felice di scorrazzare per prati e giardini.

Questi erano i "miei" ragionamenti che, con il senno di poi, si sono rivelati non essere assolutamente condivisi da lei.

I suoi argomenti per farmi capitolare sono stati molto efficaci ed originali:

  • ogni volta che arrivavo la trovavo comodamente spaparanzata al sole sulla tettoia davanti a casa in fiduciosa attesa, e mi copriva di regali: lucertole, pipistrelli, ecc ...che catturava apposta per me.

  • a giugno 1988, dopo aver partorito di nascosto due micette, me le ha portate trascinandole per tutto il cortile, suscitando le loro vibrate proteste (dalle dimensioni dovevano già avere almeno 20 giorni) . Le due gattine sono rimaste con noi tutta l'estate e a novembre sono state riconsegnate, con madre acclusa, alla legittima proprietaria. Purtoppo nel corso dell'inverno le due cucciole sono mancate per una rinite contro cui non erano vaccinate.

  • Miciotta però non si è arresa. Pensa che ti pensa ha escogitato un sistema formidabile per farsi adottare:  solleticare la vanità di mio marito. In effetti era lui "lo zoccolo duro" da sconfiggere e aveva una passione sfegatata per il "suo" Maggiolone Cabriolet rosso Ferrari. Così Miciotta (giugno 1989) ha partorito altri due micetti, un maschio blu (Cappero) ed una femmina rossa (Malvasia), sul sedile posteriore del mitico Cabrio dopo aver pazientemente atteso il nostro rientro dalla ferie. Davanti a tanta dedizione anche mio marito ha dovuto capitolare e così Miciotta, Cappero e Malvasia sono venuti ad abitare con noi in città.

Dopo di loro la strada è stata  tutta in discesa.  Il ragionamento era sempre lo stesso: uno o due l'impegno è sempre uguale.

E così sono arrivate Magillagorillalilla, Nespola, Sbilenca, Potolona,   più tanti altri che abitano ancora adesso in campagna.

Quando, a causa delle vicissitudini della vita, ho divorziato da mio marito mi sono tenuta Miciotta, Cappero, Malvasia, Magillagorillalilla e Potolona  ed ho ricominciato una nuova vita con loro.

Nel 2002 la mia tenerissima Miciotta è mancata e poco prima anche Malvasia e Potolona se ne erano andate.

Mi erano rimasti solo più Cappero e Magillagorilla.

Erano entrambi adulti e pantofolai e, secondo me, un bel diversivo li avrebbe ringalluzziti. Così sono andata al canile municipale determinata a portarmi a casa una micia calico diluita come Miciotta: sono tornata con un topino neronero di  circa un  mese che ho subito ribattezzato Meringa.

Meringa è vissuta poco, stroncata dalla Fip a neanche otto mesi, ma ha lasciato un ricordo indimenticabile. Appena arrivata a casa  ha subito messo in riga Magilla e Cappero soffiando e saltellando di lato, per poi diventare la loro ombra: era sempre abbarbicata a loro probabilmente perchè era stata tolta alla madre troppo piccola. Purtoppo però, nonostante cure e vaccinazioni se n'è andata un brutto giorno di novembre.

Nel frattempo io, sempre alla ricerca della "calico perduta", avevo sparso in giro la notizia.

Un giorno, ritornando dal lavoro, sono passata davanti ad un negozio di animali che di solito evitavo accuratamente per non cadere in tentazione. In vetrina c'era una micetta blucrema, non molto in forma, ed è scoccato il colpo di fulmine:

Io le ho detto "Ciao" lei ha risposto"Miao".

Sono entrata nel negozio, ho sborsato un cifra non indifferente e sono uscita con lei in braccio.

L'ho portata dal veterinario che mi ha sgridata ben bene dandomi dell'irresponsabile perchè la micia in questione era un campionario di malattie, tra micosi coccidiosi e quant'altro. Ho passato giorni a curarla e ad evitare che contagiasse gli altri ed è rifiorita diventando Cannella la spendida British Shorthair  capostipite del nostro allevamento. Anche la trafila per farle riconoscere lo status di British Shorthair non è stata facile poichè, nonostante il negoziante mi avesse venduto la gattina assicurandomi che aveva il pedigree, (e facendomela pagare in conseguenza) il pedigree originale, a tutt'oggi (e con una lite giudiziaria in corso), non è mai arrivato. E così Cannella ha dovuto fare il noviziato, vale a dire essere riconosciuta conforme allo standard di razza del British Shorthair, ma nel suo pedigree non risulta nessun avo.

Si tratta sicuramente di un caso da non generalizzare, ma spero che la mia esperienza induca chi vuole acquistare un cucciolo presso un negozio ad essere più attento e meno impulsivo di quanto non sia stata io al tempo.

In mezzo a tutto questo daffare mi è stato segnalato che era stata trovata la micia tricolore che cercavo. E così è arrivata Senape una gattona tricolore a pelo semilungo con gli occhi verdi. E' una micia splendida, una bellissima gatta di casa con uno strano carattere scostante ma incredibilmente affettuosa e coccolosa.

Da quando è arrivata Cannella è anche iniziata l'amicizia con Marialuisa ed è iniziata questa splendida avventura che mai avrei pensato di poter vivere.

Anch'io, come tanti, pensavo che con tutti i gatti che ci sono in giro l'allevare gatti fosse una questione di snobismo, ma mi sono dovuta ricredere: tantissime persone che allevano gatti di razza hanno in casa uno o più "gatti da cortile" che non sono meno amati e seguiti dei loro parenti blasonati.

La passione per i gatti è, come tutte le passioni, un argomento difficile da comprendere per chi questa passione non l'ha, ma chiunque sia appassionato di qualcosa, giocattoli, francobolli, stampe cinesi, sport può ben comprendere ciò che intendo.

Spesso e volentieri si tratta di imprese che costano parecchio, sia in termini monetari che d'impegno, ma vi posso garantire che quando è nata Amelia Matilde, la micia calico diluita come Miciotta sono stata la persona più felice di questo mondo. Come diceva De Coubertin, fondatore delle Olimpiadi Moderne: L'importante non è vincere, ma partecipare- e tu che stai leggendo queste mie parole sei partecipe di questo sogno fatto realtà.

Ben arrivato!!!!