Genetica

tratto da

Magia dei Fiordi

Club Italiano Gatti Norvegesi della Foresta

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Genetica

Introduzione

Il pelo Lunghezza del pelo
Tinta unita o tigrata Tipi di tigratura Intensità del colore
Densità del colore Colore del pelo Mantello nero e blu
Mantello rosso e crema Mantello con il bianco Mantello tutto bianco
Mantello argentato Riassunto

 

INTRODUZIONE ALLA GENETICA  

Quando, qualche anno fa, seguii un corso di genetica pensavo che questa materia fosse molto complicata da capire, inoltre alcune persone mi dissero: “che era come la matematica”, ed allora pensai “sono rovinata, io e la matematica siamo su due fronti opposti e non ci capirò un bel niente”. Invece dopo alcune lezioni scoprii che la materia era interessante, l’insegnante la Dr.ssa Cristina Crosta spiegava in modo semplice questo mondo fatto di geni, di cellule, di cromosomi, di alleli ecc. che unendosi danno vita ad un’immensa tavolozza di colori, di disegni ecc.

Noi qui tratteremo solo i colori che riguardano il gatto norvegese della foresta e cominciamo con il dire che un individuo porta in se caratteri trasmessi dalla madre e caratteri trasmessi dal padre.
Tutto ha inizio da una piccola cellula, in cui al suo interno vi è un nucleo, in questo nucleo si trovano dei filamenti che a loro volta vengono chiamati cromosomi e su questi cromosomi si trovano i geni.

   

I geni hanno una posizione specifica sui cromosomi e questa posizione viene chiamata locus.
Il numero dei cromosomi di ogni specie è pari e costante, nel gatto sono 38 (nell’uomo 46) 19 trasmessi dalla madre e 19 trasmessi dal padre.
Questi cromosomi si riconoscono e si uniscono tramite le proteine e vengono chiamati a questo punto alleli.

Ogni cellula deve replicare i cromosomi ed alcune volte in questa fase si verifica un errore di duplicazione, che viene chiamato mutante, e che poi a loro volta vengono trasmesse alla prole.
Alcune caratteristiche che noi vediamo in alcuni gatti sono mutazioni (la coda del gatto dell’Isola di Man, il colore nero, il colore rosso, il pelo lungo ecc.). Il mantello originale infatti è il pelo corto e di colore brown tabby tigree.
Ogni individuo, come già detto porta in sé i cromosomi per ogni singola caratteristica, che riceve dalla madre e dal padre.
Se in un individuo questa coppia di cromosomi è uguale si chiama omozigote, se è differente si chiama eterozigote.
In un gatto omozigote il colore che manifesta è quello che trasmetterà alla sua prole.

Un gatto eterozigote può manifestare il suo carattere recessivo, a patto che entrambi i genitori lo portano (es. due gatti neri portatori di blu, potranno dare alla luce gattini neri e gattini blu).
Inoltre il carattere recessivo si può manifestare anche a distanza di parecchie generazioni.
I geni che riguardano: i colori, le tigrature, l’intensità del colore ecc. sono indicati da lettere maiuscole (dominanti) e minuscole (recessivi).
La maggior parte delle volte però, noi non sappiamo se un gatto è eterozigote o omozigote, pertanto i geni vengono indicati con la lettera scritta in maiuscola seguita da un trattino (es: A-/B-/C-/D-ecc.)

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IL PELO

I nostri amici a quattro zampe sono totalmente ricoperti di pelo ad eccezione di alcune zone che sono: il padiglione interno dell’orecchio, il tartufo, i cuscinetti plantari, l’ano e le mammelle.
Il pelo ha tantissime funzioni: termica, di protezione e sensoria.

Vi sono tre tipi di pelo:

Þ

pelo robusto e lungo che forma il mantello esterno;

Þ

pelo più sottile, simile alla barba, che forma il secondo strato;

Þ

pelo morbido e finissimo, detto sottopelo che forma lo strato più interno.
Vi sono tre grosse fasi nel ciclo del pelo:

1

la fase Anagene
2 la fase Catagene
3  la fase Telogene

La fase Anagene è il periodo di maggior crescita del pelo, in questo periodo il pelo nuovo manda via il pelo vecchio. Perciò quando vediamo quelle matasse di pelo che svolazzano per casa è il periodo in qui il pelo nuovo sta crescendo.

La fase Catagene è il periodo intermedio di transizione.
La fase Telogene è il periodo di riposo, cioè quando i peli rimangono sulla cute.
 

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LUNGHEZZA DEL PELO

La lunghezza del pelo è controllata dal gene indicato con la lettera L maiuscola ed il suo mutante viene indicato con la lettera l minuscola.
Il pelo corto, che è anche il pelo originario selvatico, viene rappresentato dalla lettera L maiuscola, mentre il responsabile del pelo semilungo è indicato dalla lettera l minuscola.
Pertanto il pelo semilungo del gatto Norvegese delle Foreste è indicato con due ll piccole ed è recessivo nei confronti del pelo corto (L) che è dominante.

 

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AGUTI  (A)  E  NON AGUTI (a)  -  TINTA UNITA O TIGRATA

Il gene responsabile della tigratura viene definito Aguti, invece quello responsabile della colorazione a tinta unita viene definito non aguti.
Il gene Aguti abbinato con il gene tabby, dà origine alle varie forme di pelo tigrato, questo accade perché su ogni singolo pelo ci sono della bande chiare e bande scure che alternandosi danno origine a questo tipo di mantello.
L’aguti viene indicato con la lettera “A” maiuscola.
Il gene non aguti è il gene responsabile del mantello a tinta unita (nero, blu, rosso ecc.) e viene indicato con la lettera “a” minuscola.
Il gene Aguti (A-) è dominante nei confronti del gene non aguti (aa) che è recessivo.

 

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TIGRATURA O TABBY

In natura il mantello tigrato è quello che si incontra maggiormente, sia nei grandi felini che nei gatti selvatici, in quanto tale mantello serve a mimetizzarsi in modo quasi perfetto nell’ambiente in qui vivono.
Il gene Aguti abbinato con il gene della tigratura o tabby, determina, qualunque sia il colore del mantello, il disegno che si formerà su di esso.
Pertanto, a seconda della quantità e diversità dei peli aguti e tabby e in base anche alla loro diversa disposizione su tutto il corpo, si avranno vari tipi di tigrature:

·

Tabby Mackerel o Tabby Tigree, il disegno sul mantello si presenta con linee nette verticali e non interrotte. Le lettere che indicano questo tipo di disegno sono TT, se il gatto è omozigote e Ttb, se il gatto è eterozigote.

· Spotted Tabby, il disegno sul mantello si presenta a macchie ovali, rotonde o a rosetta separate fra di loro. Le lettere che indicano questo tipo di disegno sono TT, se il gatto è omozigote e Ttb se il gatto è eterozigote.
· Blotched Tabby o Classic Tabby, il disegno sul mantello si presenta con tre linee verticali sul dorso; una centrale che parte della testa fino alla coda e le altre due, ben evidenziate e separate, sono parallele alla prima.
Sui fianchi e sulle spalle è presente un disegno a forma di farfalla, le cui ali inferiori e superiori sono ben nette.
Le lettere che indicano questo tipo di disegno sono tbtb.
 
·

Abissino: il mantello è simile a quello della lepre, ovvero non si notano disegni su di esso, a volte però sono visibili leggere tigrature sulle zampe, sulla coda e sul muso.
La lettera che indicano questo tipo di disegno sono TaTa, se il gatto è omozigote, TaT e Tatb, se il gatto è eterozigote.

 

I geni della tigratura o tabby sono indicati, come già detto sopra, con le lettere T, Ta e tb.

Ta è considerato dominante parziale su T, T è dominante su tb e tb è recessivo nei confronti di entrambi.

Il termine tabby viene aggiunto al colore del mantello del gatto per indicare che la colorazione è abbinata alla tigratura, pertanto si avranno: black tabby, rosso tabby, blu tabby ecc.

In alcune razze però, come ad esempio nel Siamese, la parola Tabby può essere sostituita dalla parola Iynx, a questo punto un blu tabby point potrà chiamarsi blu iynx point.
Anche le squame tabby vengono chiamate tortie tabby oppure torbie.

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INTENSITA’

Il gene C è il responsabile dell’intensità del colore su tutto il corpo, ciò significa che la colorazione del mantello del nostro gatto è uguale dalla punta del naso alla punta della coda.
Il suo recessivo è il mantello così detto “siamese” (cs-cb-ca-c), questa colorazione è più scura nelle estremità del corpo, rispetto al resto del mantello (quando si parla di mantello siamese non si intende la razza del gatto).

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DENSITA’ DEL COLORE

Il gene della densità del colore viene indicato con la lettera D grande. Questo gene permette che tutti i granuli di pigmento riflettono la luce in modo intenso, dando origine ai colori così detti densi, come il nero, il rosso, il chocolate e il cinnamon.
Il gene recessivo della densità (D) da origine alla diluizione del colore e viene indicata con la lettera d piccola. Ha origine sempre dai granuli che si dispongono in modo diverso, riflettendo la luce in una maniera differente, dando una tonalità più chiara.
I colori diluiti sono il blu, il lilac, il fawn e il crema.

 

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COLORAZIONE DEL PELO

La colorazione del pelo è dovuta alla presenza di pigmento melaninico. Esiste una vasta gamma di pigmenti melanici che si manifestano sotto forma di granuli, diversi tra di loro per forma e dimensione.
Sono dovute, proprio a questi fattori le differenze che danno origine alle due più importanti “famiglie” di melanine: l’eumelanina e la feomelanina, che partendo da una via metabolica comune, successivamente di differenziano, dando origine rispettivamente: per l’eumelanina ai colori nero, marrone ecc., per la feomelanina ai colori giallastri o rossi.
La disposizione dei granuli parte dalla punta del pelo proseguendo fino alla base, dove il colore è più chiaro a causa del calore del corpo, e quindi la colorazione è meno intensa.
La eumelanina ha granuli di forma sferica che assorbono la luce, mentre la feamelanina  ha granuli di forma affusolata che rinfrangono la luce.

 

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MANTELLO NERO  E BLU

Nella gamma dei colori eumelanistici fanno parte il nero, il marrone e le loro diluizioni.
Per informazione spiegheremo tutta la gamma dei colori eumelanistici e dei suoi mutanti, và precisato e ricordato che nel gatto norvegese della foresta i colori che interessano sono solo il Nero e la sua diluizione.
Il nero viene indicato con la lettera B grande ed è dominante nei confronti dei suoi mutanti recessivi che sono: b color chocolate e bl color cinnamon, bl è recessivo anche nei confronti di b.
Un gatto di colore nero viene indicato geneticamente in questo modo: aa B- D- (aa= non aguti – B= colore nero – D= densità del colore).
Il trattino come già detto, sta ad indicare che non si sa cosa si nasconde dietro la B, potrebbe esserci un’altra B, oppure una b o un bl, mentre dietro la D potrebbe nascondersi un'altra D oppure una d piccola, si saprà solo dopo la nascita dei gattini.
Le loro rispettive diluizioni sono:

Þ

per il nero il blu che viene indicato con aa B- dd

Þ

per il chocolate il lilac che viene indicato con aa bb dd

Þ

 per il cinnamon il fawn che viene indicato con aa blbl dd
 

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MANTELLO ROSSO E CREMA

La gamma dei colori feomelanistici è composta dal colore rosso e dalla sua diluizione il crema.
Il colore rosso viene indicato con la lettera O (orange) grande.
Il gene del colore rosso viene anche definito il colore del sesso, in quanto è l’unico che viene trasmesso con esso.
Sappiamo che i maschi possiedono due cromosomi sessuali indicati con XY, le femmine possiedono due cromosomi sessuali indicati con XX. Il maschio però riceve la Y dal padre e una delle due X dalla madre. I geni che portano i pigmenti colorati O (orange) – o (non orange) sono situati sui cromosomi sessuali femminili XX ed è quindi per questo motivo che i maschi (che ovviamente possiedono il cromosoma sessuale Y) non possono portare contemporaneamente il rosso e il non rosso.
I maschi che normalmente hanno un unico cromosoma X possono quindi essere solo rossi (XOY) o non rossi (XoY), mentre le femmine possono essere rosse (XOXO), non rosse (XoXo) e rosse e non rosse (XOXo) ovvero squama o tortie.
Il gene O (orange) allo stato omozigote è epistatico nei confronti del gene B (nero), del gene Aguti (tabby) e del non aguti (unito). Questo vuol dire che maschera molto bene la loro espressione, quindi le striature nel gatto rosso sono sempre presenti ed è possibile solo con l’esame dei suoi figli stabilire il suo vero genotipo, ovviamente accoppiandolo con un gatto solido, se nasceranno gattini solidi, il nostro genitore sarà aa cioè non tabby.
Solo il gene della diluizione agisce anche sul colore rosso ed è per questo motivo che abbiamo anche il crema (O-dd).

 

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PEZZATURA  DEL  BIANCO  -  MANTELLO CON PEZZATURA

Il gene responsabile della pezzatura del bianco è dominante e viene indicato con la lettera S maiuscola. Questo tipo di colorazione non deve essere confusa con il mantello totalmente  bianco; la cui colorazione è data da un altro gene.
Tra i mantelli quelli con la pezzatura bianca sono tra i più diffusi. Vengono definiti bicolori o tricolori, in questo caso sono solo femmine (rosso+nero+bianco).
Le macchie bianche possono essere associate a qualsiasi colore con o senza le tigrature; infatti si usa aggiungere dopo il nome del colore “e  bianco”: nero e bianco, brown tabby tigree e bianco ecc.
La squama di tartaruga con l’aggiunta della pezzatura del colore bianco viene anche definita calico, la sua diluizione, cioè blu crema e bianco, viene chiamata calico diluita.
La distribuzione della pezzatura del colore bianco è più o meno estesa a secondo di come si distribuisce il bianco, ovvero se è omozigote (SS) o eterozigote (Ss).
Per questo motivo ci sono gatti totalmente colorati, con solo qualche ciuffo di pelo bianco ed altri invece quasi completamente bianchi con solo qualche area del corpo (testa, coda) colorata.

 

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Tipi di pezzatura del bianco
Mitted  

Si chiama  la pezzatura del colore bianco posseduta da quel gatto (es. Ragdoll) che è quasi totalmente colorata ad eccezione della parte bianca presente sui piedi, sulle zampe posteriori, sull’addome, guance e collare.
Presenta ¼ di bianco su tutto il corpo (Ss)

Bicolore  

Il colore è distribuito sul dorso, coda e testa mentre le zampe, i piedi e i fianchi sono bianchi. E’ bianco anche il collare ed una “V” rovesciata sul muso è desiderabile.
Presenta 1/3 – 2/3 di bianco (Ss).

Arlecchino  

Questo mantello rappresenta una delle più estese espressioni del bianco. Il colore è limitato alla testa, coda e qualche macchia sul dorso.
Presenta 5/6 di bianco (SS) e 1/6 di colore solido.

Van  

E’ il mantello caratteristico del Turco Van ed è la massima espressione del gene della pezzatura del colore bianco. Il colore è limitato alla coda e due macchie ben distinte e separate sulla testa.
Il resto del corpo è completamento bianco (SS).

 

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MANTELLO COMPLETAMENTO BIANCO

Il gene responsabile del mantello completamente bianco è indicato geneticamente con la lettera W.
Non bisogna confondere un gatto bianco con un gatto albino (il gatto albino è dato dal gene siamese - ca e c -).
Il gene “W”, che determina l’assenza di colore ed è dominante epistatico nei confronti di tutti gli altri colori, impedisce cioè l’espressione degli altri geni responsabile del colore e della loro distribuzione che pure sono presenti.
In poche parole, potremmo dire che un gatto di colore bianco è un gatto che sotto una copertura bianca nasconde un qualsiasi colore, per esempio il nero.
E’ come se un gatto di qualsiasi colore fosse stato gettato in un secchio di vernice bianca, sopra è bianco ma sotto ha il suo colore originale.
Se il gatto è omozigote,  trasmetterà ai suoi figli solo il colore bianco (WW), se è eterozigote potrà trasmettere sia il colore bianco che il colore nascosto (Ww).
Non è possibile stabilire, guardando un gatto bianco, se nasconde un colore e quale, solo accoppiandolo con un gatto colorato si scoprirà se porta o non porta una determinata colorazione.
In questo modo, se nasceranno gattini non bianchi, ne sarà svelata la natura eterozigote e si scoprirà il colore nascosto, se i gattini saranno tutti bianchi ci troveremo in presenza di un gatto omozigote.
Facciamo un esempio pratico: se accoppiano una femmina blu con un gatto maschio bianco e otteniamo una femmina squama di tartaruga, possiamo affermare che il nostro maschio nasconde il colore rosso.
Qualche volta succede che i cuccioli di colore bianco nascano con una piccola macchia di colore sulla testa, una specie di spia del colore che nascondono, che però scomparirà quando il gattino diventerà adulto.
I gatti di questo colore possiedono un fascino incredibile, specie nelle razze nordiche come i nostri Norvegesi, purtroppo però il gene W è associato ad una grave difetto: la sordità.
Diciamo subito che è impossibile, anche tramite un’attenta selezione, evitare che alcuni cuccioli bianchi siano sordi, in quanto sono proprio i normali meccanismi di sviluppo embrionale a determinare sia il colore bianco sia la sordità nei gatti che possiedono questo gene.
Questo difetto è particolarmente frequente nei gatti bianchi ad occhi blu, ma lo si riscontra anche nei gatti ad occhi impari, di solito a carico dell’orecchio corrispondente all’occhio di colore blu, più raramente la sordità colpisce anche i gatti bianchi ad occhi arancio.

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I MANTELLI ARGENTATI

I gatti con il mantello più appariscente sono senz’altro gli smoke, i silver tabby, gli shaded e i chinchilla.
Noi tratteremo solo i mantelli che appartengono ai Norvegesi delle Foreste, ovvero gli smoke e i silver tabby.
Il colore dei mantelli argentati è dato dal gene dell’inibizione del colore e viene indicato con la lettera I maiuscola.
In questi tipi di mantello è solo la punta ad essere colorata mentre la base è bianca. I mantelli argentati possono essere di qualsiasi colore: nero, blu, rosso, crema e tartaruga.

Smoke

Il mantello smoke appartiene a tutti quei gatti non aguti (aa), nei quali, grazie all’inibizione del gene I, solo una piccola parte del pelo prossima alla radice è bianca argento (da 1/3 fino alla metà del pelo), mentre la restante è colorata (nero, blu, rosso ecc.).
Lo smoke viene definito il mantello del contrasto per la differenza tra la base del pelo e la punta. Se prendiamo un norvegese nero smoke, appare nell’insieme come un gatto nero, ma mentre si muove o se passiamo una mano sul mantello si nota subito il contrasto tra la parte del pelo bianca che è alla base ed il colore nero sulla punta.
I gattini che presentano il mantello smoke, alcune volte alla nascita possono presentare delle tigrature ma che poi, crescendo, spariscono.
Geneticamente un gatto smoke è indicato con  aa I-.

Silver Tabby

Se compare il gene inibitore (I) in un gatto con il mantello tabby le bande di colore giallo-grigiastro spariscono e vengono sostituite da un candido color argento su cui è dipinto il disegno tigrato.
Tutti i tipi di tabby possono essere silver e questi disegni sembrano dipinti sull’argento.
Geneticamente un gatto silver è indicato con  AA I-.
Le punte possono essere di qualsiasi colore, l’unica differenza con uno smoke è il gene aguti che determina se un gatto è a tinta unita o tigrato.

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RIASSUNTO

Siamo arrivati alla fine della nostra avventura in questo mondo di geni, a volte ………… incomprensibili, ma basta un po’ di attenzione per renderci conto che poi non sono così difficili da capire.
I geni per la colorazione, i disegni ecc. del pelo sono indicati con lettere dell’alfabeto: maiuscole per i dominanti e minuscole per i recessivi, quelle di seguito indicate si riferiscono solo al gatto norvegese della foresta e sono:    A/a – B/B – C/cs.. – D/d – I/i – L/l - O/O -  S/s – T/tb – W/w.

A= aguti – a= non aguti Aguti il gatto sarà tigrato mentre non aguti il gatto non avrà la tigratura.
 Tabby

Il gene aguti abbinato con il gene della tigratura o tabby determina, qualunque  sia il colore del mantello, il disegno che comparirà su di esso.
Vi sono vari tipi di disegno che vengono indicati in questo modo:
TT= mackerel tabby – tabby tigree – spotted tabby
tbtb= blotched tabby – classic tabby

 
L/l

La lunghezza del pelo è data dal gene indicato con la lettera L grande (pelo corto)  e l piccola (pelo lungo e semilungo), pertanto tutti in nostri amici a quattro zampe di razza norvegese delle foreste sono indicati ll pelo semilungo.

C

L’intensità del colore del pelo è indicata con C che vuol dire che la colorazione del mantello è uguale su tutto il corpo. Il suo recessivo è il cosiddetto mantello “siamese”, pertanto anche questo gene rimane invariato per i nostri amici norvegesi (CC).

 
D/d

La densità del colore è indicata con la lettera D grande, questo gene permette che la colorazione del pelo sia densa come il nero e il rosso. Il suo mutante è il d piccolo che da origine ai colori diluiti come il blu e il crema.

Colori eumelanistici e feumelanistici
I colori dei mantelli si suddividono in due gruppi: eumelanistici (nero e sue diluizioni)  e feumelanistici (rosso e sua diluizione).
B = il colore nero è indicato con la lettera B grande e abbinato con  la sua diluizione da origine al blu (B-dd).
O =

il colore rosso è indicato con la lettera O (orange) ed è anche definito il colore del sesso, in quanto è l’unico che si trasmette con esso.
 I geni del colore rosso sono situati sui cromosomi XX pertanto le femmine sono portatrici di rosso e non rosso (squama/tortie)  mentre i maschi sono solo rossi o neri.
Il rosso abbinato con la sua diluizione da origine al crema (O-dd)

 
Pezzatura del bianco

La distribuzione della pezzatura del bianco indicata con la lettera S grande è più o meno estesa a secondo di come si distribuisce il bianco, ovvero se è omozigote (SS) o eterozigote (Ss):

Mitted

presenta ¼ di bianco su tutto il corpo (Ss), sono quei gatti che sono quasi totalmente colorati ad eccezione della parte bianca presente sui piedi, sulle zampe posteriori, sull’addome, guance e collare.

Bicolore

presenta 1/3 – 2/3 di bianco su tutto il corpo (Ss), sono quei gatti che presentano il colore sul dorso, coda e testa mentre il resto è bianco.

 

Arlecchino

presenta 5/6 di bianco (ss)e 1/6 di colore. Il colore è limitato alla testa, coda e qualche macchia sul dorso.

Van

presenta la massima espressione della pezzatura del colore bianco (ss). Il colore è limitato alla coda e due macchie ben distinte e separate sulla testa, è il tipico mantello del Turco Van.

 
W/w

La W grande è la lettera con la quale viene indicato il gatto con il mantello totalmente bianco che determina l’assenza di colore ed è un dominante su tutti gli altri colori.
Un gatto bianco nasconde sotto questa colorazione qualsiasi colore e solo accoppiandolo con un gatto colorato si scoprirà se porta o non porta una determinata colorazione, cioè se il gatto è omozigote (WW) o eterozigote (Ww).

 
I/i

Questo è il gene dell’inibizione del colore e fa in modo che solo la parte terminale del pelo è colorata mentre la base è bianca.
L’unica differenza tra il mantello smoke e il mantello silver è la presenza del gene aguti che determina o meno la presenta della tigratura.
Ciò significa che un gatto a tinta unita sarà smoke mentre un gatto tigrato sarà silver.

 
Gene recessivo

L’indicazione del gene dominante seguito da un trattino significa che: non sempre si sa cosa si nasconde dietro, solo accoppiandolo si potrà, a volte, scoprire se il nostro micio è portatore di un gene recessivo oppure no. Va detto inoltre che il gene recessivo per manifestarsi deve incontrare un altro recessivo (es.: diluizione= dd  -  bianco arlecchino e van= ss  -  blotched tabby= tbtb ecc.)
Ecco perché i pedigee sono così importanti, nel dare informazioni su quello che il nostro gatto potrebbe portarsi dietro, anche perché i colori recessivi possono comparire anche a distanza di svariate generazioni.

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